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Vivere in Tunisia, ecco le opinioni dei pensionati italiani

Conosci nel dettaglio la vita che centinaia di pensionati italiani trascorrono, ad oggi, ad Hammamet e Sousse

Leggi le esperienze dei tanti pensionati che si sono trasferiti!

Periodicamente raccogliamo le recensioni di tutti quei pensionati che, ad oggi, hanno scelto la Tunisia come luogo per trascorrere la loro vita. In questo modo, dalle parole dei diretti interessati, potrai già farti un’idea di cosa vuol dire vivere in questo splendido Paese.

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Perchè trasferirsi in Tunisia?

Claudio M, 70 anni e da 4 ad Hammamet

La Tunisia come si sa è un Paese islamico, per cui abitudini ed usi rimangono quelli del mondo islamico anche se, senza nessuna ombra di dubbio da parte mia, si avvicina moltissimo alla cultura occidentale, anzi, azzarderei nell’affermare che la Tunisia è il Paese più occidentalizzato dell’Africa del nord. Ho trasferito la mia residenza in Tunisia dove ricevo la pensione LORDA, ovvero non pago più le tasse allo Stato italiano ma a quello tunisino. Ho un’esenzione dell’80% delle tasse. In pratica sono tassato solo sul 20% della mia pensione lorda italiana.

Faccio presente che in Tunisia la defiscalizzazione della pensione viene concessa anche agli ex dipendenti statali, quindi anche i titolari di pensioni ex INPDAP come il sottoscritto. Questo beneficio fiscale, aggiunto al basso costo della vita, permette ai pensionati italiani come me residenti in Tunisia di godersi la loro meritata pensione in tutta serenità e senza dover guardare con preoccupazione alla fine del mese. Non ci sono tasse da pagare come IMU, TARI, TASI e chi più ne ha più ne metta.

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Cosa ne pensi della Tunisia?

Marina F, 69 anni e da 3 a Sousse

Ho scelto di trasferirmi definitivamente in Tunisia, un Paese che avevo visitato parecchie volte come turista. Ho sempre desiderato vivere in una città di mare, e per questo ho scelto la città di Sousse. Per quel che mi riguarda, non ho vissuto nessuna situazione di disagio durante e dopo il trasferimento. Tutto è avvenuto con estrema serenità. Sono stato accolto benissimo e non ho mai percepito atteggiamenti di intolleranza nei miei confronti, anzi!

Qui sembra quasi di tornare indietro nel tempo di 40 anni, ma con le tecnologie moderne. Ma soprattutto c’è un ritorno al rapporto umano, cosa che in Italia non esiste quasi più. La gente del posto nutre grande rispetto nei confronti di noi occidentali, è gentile, ospitale, molto aperta verso lo straniero. L’allegria che traspare in ogni dove, e la voglia di diventare un Paese moderno e all’avanguardia, sono palpabili.

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Come vivi da pensionato in Tunisia?

Gigi L, 72 anni e da 8 ad Hammamet

In Tunisia vivo molto bene, certo qualche piccola difficoltà all’inizio l’ho incontrata, soprattutto per poter conoscere posti e luoghi e negozi dove acquistare quello che serve per la vita di tutti i giorni. Ma qui si trova tutto, anche il prosciutto di Parma e la mozzarella di bufala volendo, magari non al prezzo dell’Italia, ma di tanto in tanto si può fare uno strappo. C’è la catena francese CARREFOUR , il MAGASIN GENERAL oltre a mille piccoli negozietti, dove è possibile acquistare qualsiasi cosa.

La qualità della vita intesa come sanità, servizi, taxi, è buona. La sanità, per quanto mi dicono, funziona bene, ma non ho mai avuto bisogno di ricoveri o altro, per cui mi manca un’esperienza diretta. Per noi stranieri o per chi non ha un lavoro regolare è a pagamento, ma i costi risultano essere irrisori. Una visita medica privata costa 45 dt. (14 euro). Le medicine costano dal 50% al 70% meno che in Italia.

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Come si svolge una tua giornata tipo?

Franco V, 66 anni e da 3 a Sousse

La mia vita è una vacanza continua, senza stress, senza corse, con calma. Oltre a paesaggi splendidi, un mare blu-cobalto la Tunisia offre un clima mite ma soprattutto il costo della vita è decisamente inferiore rispetto a quello italiano. Beh, innanzitutto qui non esiste la sveglia anche se mi alzo sempre prestissimo perché mi piace tantissimo vedere l’alba sul mare. Verso le 08:00 faccio la colazione in uno dei tanti bellissimi BAR sulla spiaggia (cornetto – cappuccino – spremuta – miele – marmellata – yogurt) al costo di 5 dinari, poco più di 1 euro e 50. Ogni giorno faccio lunghe camminate in riva al mare al porto di Hammamet. Verso le 13:00 mangio qualcosa in qualche bar sulla spiaggia e rientro nel tardo pomeriggio. Alla sera ceno in un ristorantino vicino a casa mia dove c’è una vasta scelta di piatti: couscous di pesce o agnello, orata al cartoccio, tranci di salmone, tonno, pesce spada oppure un buon filetto di carne di bue al pepe nero, una vera specialità della casa. Finita la cena o mi trovo con qualche amico oppure torno a casa e mi guardo i canali italiani con il TVSAT.

Un pensionato che in Italia percepisce 1000 euro di pensione (poco più di 3.400 dinari tunisini) e che quindi vive di sacrifici e stenti, qui al contrario vive dignitosamente. Un cameriere qui guadagna 400/500 dinari al mese, un insegnante 1000 – 1200 dinari. Il mio appartamento è di mq 70, arredato con mobili moderni, dotato di ogni comfort, lavatrice, lavastoviglie, forno a microonde, TV al plasma, climatizzatore, riscaldamento autonomo. Pago 800 dinari al mese d’affitto, l’equivalente di 230 euro. Le fatture (ACQUA – LUCE – GAS) sono trimestrali con una spesa media di 60 dinari (nemmeno 20 euro). Un pranzo o una cena in un ristorante tunisino costa sui 20 dinari (meno di 6 euro) mentre in un elegante ristorante turistico il costo aumenta a  45 dinari (14 euro) con bibite. Un paio di scarpe costa dai 25/40 dinari, una seduta dal parrucchiere con taglio e shampoo costa 10 dinari (meno di 3 euro). Cifre che a noi suonano incredibili.

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Cosa ne pensi della questione sicurezza in Tunisia?

Anna Maria F, 65 anni e da 6 ad Hammamet

Per quanto riguarda la sicurezza, grazie alle nuove misure antiterroristiche le forze armate presidiano i siti sensibili, e le misure di sicurezza negli aeroporti e nei porti sono rafforzate. Nelle spiagge vi sono telecamere di sorveglianza, agenti di sicurezza, polizia armata nelle zone ad alta densità di stranieri. Nei primi sei mesi del 2018, comunica il ministero del Turismo, gli arrivi hanno raggiunto i quattro milioni, e le prospettive sono rosee anche per il resto del 2018, con una previsione di arrivi che raggiunge gli otto milioni di persone. Mete ambite come Hammamet e Sousse sono ormai al tutto esaurito, molte destinazioni hanno raddoppiato le presenze rispetto all’anno passato. E per l’economia del Paese mediterraneo è una boccata d’aria indispensabile. Il turismo è un settore trainante per l’intero Paese, vale almeno il 7% del PIL. La maggiore tranquillità, assieme alla svalutazione del dinaro, stanno portando le prenotazioni estive ai livelli di prima del 2015.

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Cosa ne pensi della situazione lavorativa in Tunisia?

Marino V, 60 anni e da 4 ad Hammamet

Per quanto riguarda la situazione lavorativa il discorso è semplice e complicato allo stesso tempo. Un italiano non può pensare di venire qui per lavorare da dipendente perché i salari sono bassissimi, di contro invece, investendo modiche cifre può aprire delle società di export, non pagando tasse per 10 anni, oppure può aprire un’attività commerciale come le tante già esistenti. L’unico problema sta nel fatto che un occidentale per aprire un’attività in loco, può farlo solo se è affiancato da un socio tunisino il quale, per legge, dovrà detenere il 51% della società contro il 49% dello straniero. Questo è un handicap, facilmente superabile se ci si fa seguire da un bravo commercialista. Per le società esportatrice invece non c’è bisogno del socio tunisino. Detto ciò attualmente non conviene rischiare molto in Tunisia a causa dell’instabilità politica, ma farlo quando la situazione si stabilizzerà.

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